Da una libera conversazione di Enrico Guarnieri agli “Amici del Caffè Michelangelo”
E mangia altro che bacche di cipresso;
Né io sono per anche un manzoniano
Che tiri quattro paghe per il lesso.
Addio cipressi! addio, dolce mio piano!
(Carducci – “Davanti a San Guido”)
Due notizie di attualità artistica, entrambe solo per pura coincidenza provenienti a Parigi, mi offrono la ghiotta occasione per riflettere su antiche “questioni” assai complesse, diverse fra di loro ma generate da una stessa radice.
Una è afferente all’inizio del restauro, al Louvre, dell’opera “S. Anna” di Leonardo. Da subito questo restauro ha un acceso un animato dibattito, ma potremmo dire anche uno scontro, fra gli addetti ai lavori: favorevoli all’intervento su quel capolavoro da una parte e quelli contrari decisamente su un fronte opposto.
L’altra questione riguarda la periodica richiesta che i fiorentini rivolgono al Louvre per il prestito della “Gioconda” al fine di approntare una “giusta esposizione” a Firenze. Richiesta sempre negata.
Pur riconoscendo che, sia il restauro di opere d’arte come anche gli allestimenti di mostre, per lo più, sono stati in passato progettati ed eseguiti con scrupolo ed alta professionalità, sempre più spesso, nei tempi moderni, ci accorgiamo che certe iniziative sono guidate prevalentemente da scelte di immagine effimere, dal ritorno economico, dall’ostentazione di notorietà dei promotori, piuttosto che da veri contenuti culturali. Continua a leggere »
Lasciamo da parte Monti e la sua compagine di Governo, tanto ormai abbiamo capito che l’Italia, rovinata dai banchieri, sarà salvata – compreso le banche ed i furbetti del quartierino – dagli italiani, quelli meno facoltosi e più esposti al rischio sociale, insomma dalla povera gente. E’ una vecchia questione – vexata quaestio – in guerra muoiono solo i figli del popolo e solo loro pagano gli errori dei generali e dei potenti. Anche se questa non è un esempio di democrazia… la storia è questa e di antica ripetizione: rassegniamoci a pagare gli errori dei figli di Monti, i bocconiani, così come i figli del popolo morirono sui fronti della prima e della seconda guerra mondiale, anche noi dobbiamo sacrificare ai potenti la dignità nostra e dei nostri figli.
Rutelli e la Margherita
Sono convinto che Rutelli sia stato un ingenuo Continua a leggere »
Da apprezzare ma anche da discutere.
Soprattutto anche da indignarsi.
Bene a sapersi, ma potrebbe essere la radiografia del mal costume. Io mi vergognerei ad avere uno stipendio di 700 mila euro in un posto pubblico quando ci sono persone che vengono retribuite con 5 euro lordi per ogni ora di lavoro: 600 euro il mese!
Apparentemente un’operazione di trasparenza… ma secondo noi la solita operazione demagogica all’italiana… a meno che quelle cifre e quelle dichiarazioni reddituali non le si affrontino con un minimo di valutazione critica e poi si estendano anche agli altri “cittadini emungitori”…ossia a quella casta economica da cui i ministri provengono e che questi stessi ministri proteggono: infatti tassa patrimoniale nisba. Aumento degli oneri per il ceto medio basso oltre i limiti di sopportabilità.
La prima domanda che ci siamo fatti, ma era un interrogativo che nei mesi passati ci siamo posti spesso proprio su questo sito: chi stabilisce il pretium laboris?
Perché il tal ministro o il grande funzionario deve guadagnare fino a 100 mila euro il mese ed un suo dipendente solo 1,100 euro al mese?
Perché quel funzionario pubblico guadagna 100 volte più di un comune impiegato? Se è vero tutto questo, spontanea insorge la domanda: ma “costoro” quante bocche hanno da sfamare e quanti sederi hanno da nettare? Continua a leggere »


