Mar 31

Lasciamo da parte Monti e la sua compagine di Governo, tanto ormai abbiamo capito che l’Italia, rovinata dai banchieri, sarà salvata – compreso le banche ed i furbetti del quartierino – dagli italiani, quelli meno facoltosi e più esposti al rischio sociale, insomma dalla povera gente. E’ una vecchia questione – vexata quaestio – in guerra muoiono solo i figli del popolo e solo loro pagano gli errori dei generali e dei potenti. Anche se questa non è un esempio di democrazia… la storia è questa e di antica ripetizione: rassegniamoci a pagare gli errori dei figli di Monti, i bocconiani, così come i figli del popolo morirono sui fronti della prima e della seconda guerra mondiale, anche noi dobbiamo sacrificare ai potenti la dignità nostra e dei nostri figli.

 Rutelli e la Margherita

Sono convinto che Rutelli sia stato un ingenuo e non abbia grandi responsabilità amministrative sugli ammanchi della Margherita. Sicuramente il suo amministratore di fiducia Lusi ed altri hanno maneggiato a sua insaputa. Ma se Rutelli sarà in una coalizione alle prossime elezioni, sarà per me condizione sufficiente per votare per la coalizione opposta. Lo sappiano Bersani, Casini, Fini e compagnia bella!

Io non mi domando se Rutelli abbia o non abbia una responsabilità amministrativa, ma mi interrogo che credibilità abbia un uomo di governo se a fronte di un referendum che abroga il finanziamento dei partiti, pur avendo sciolto la compagine Margherita, il suo partito,  continua a lucrare finanziamenti milionari (miliardari in vecchie lire) anche dopo l’estinzione dell’organo politico. A me non interessa dimostrare se Rutelli e compagni siano in malafede. Io mi domando: se la Margherita si era sciolta ed era confluita in altre compagine politiche perché ha continuato a lucrare soldi per il finanziamento ai partiti ed a gestirli in maniera autonoma? Non è certo una questione penale ma quantomeno di “opportunità politica” ma soprattutto è una questione etica. Per cui ho una cartina di tornasole: Rutelli e company non sono politicamente credibili ed affidabili. Chi si associa a loro: idem! Meditino Casini, Fini, Bersani e gli altri corteggiatori!

 

Regione Toscana – “Affaire” Assessore Riccardo Conti

Conosco Riccardo personalmente dal 1968. Liceo classico Niccolò Machiavelli, liceo clonato dal Galileo. Lui era in seconda “C” io nella sezione “D”. Lui aveva come professore il mitico Alieto Pieri, l’autore di “oi pentekonta”, io Iginio Crisci. Lui era sempre stato in quel liceo, io, per una serie di vicissitudini familiari, costretto a lasciare la Badia Fiesolana dopo il ginnasio, et ivi caduto per caso.

L’ho poi seguito a tratti nel suo cursus honorum: sono andato a trovarlo a Figline Valdarno quando era commissario del PCI, anche se io ero allora democristiano. L’ho poi seguito in consiglio comunale, poi in Consiglio Regionale e quindi sono stato a trovarlo, a Novoli quando era Assessore regionale alla mobilità. Più di una volta, poi,  ho accompagnato da lui la carissima amica Gaia Checcucci, allora nello staff tecnico del Ministro dell’Ambiente Matteoli. Pur militando politicamente altrove l’ho sempre stimato. Era e resta un amico. Ma ciò non mi esonera da fare delle osservazioni che lo potrebbero pure irritare. Ma l’amicizia è sincerità e non piaggeria!

La storia.

1)      Da assessore regionale, nel 2005, firma una convezione con partners privati per fare una bretella stradale da Prato e Signa. Un project financing! Confesso: opera utilissima per i cittadini!

2)      La regione, ossia l’assessore, versa ai privati quasi 30 milioni di euro (60 miliardi di vecchie lire!)

3)      Incassa l’assegnuccio, sembra, una società presieduta da un certo Gamberale.

4)      Nel 2009 Conti, smette di fare l’assessore regionale poiché ci sono nuove elezioni amministrative.

5)      Sempre nel 2009 vorrebbe concorrere alle primarie per la nomination a governatore della Toscana, ma poi trova un accordo con Rossi, si ritira e patteggia a Roma (sembra) diverse soluzioni. Sicuramente si parlava di un futuro seggio da parlamentare, quello del Chianti che oggi viene occupato da Ventura, già plurimandatario oltre il codice etico di sinistra che prevede un massimo di due mandati, eccezion fatta per i big di partito. L’On Ventura non è certo un big e oltre il “dente rado” ed una scaltrezza fuori del comune altro non può mettere sul piatto.

6)      Nel frattempo Conti entra a far parte di una società di riferimento proprio di Gamberale.

7)      Si dice che la trattativa sia stata fatta dal partito (PD)… e non direttamente da Conti/Gamberale. La cosa puzza un po’: anche se la si vuol far passare per ingenuità è sicuramente una scelta di cattivo gusto ed di dubbia qualità etica!

8)      Solo recentemente si apprende da indagine della magistratura contabile che

A)    i soldi (30 milioni di euro), nel 2005, furono effettivamente versati a Gamberale

B)     La bretella non si è mai fatta

C)    I soldi non si sa dove siano finiti

Facciamo un calcolo accessorio.

1)      30 milioni, in un momento in cui lo spread fruttava il 5/6% ed il denaro costava fra il 10 e 11%, come minimo hanno fruttato 2 milioni di euro l’anno, solo a tenerli fermi. In 7 anni quei 30 milioni come minimo dovrebbero essere diventati, con l’anatocismo (interessi degli interessi che in queste cifre contano!) 48/50 milioni di euro ed oltre.

2)      Sembrerebbe, come raccontano gli organi di stampa, che ci sia oggi una disponibilità a restituire quei 30 milioni…ma i 18/20 milioni di interessi?

3)      Accettare un incarico in un consiglio di amministrazione dopo aver avuto rapporti istituzionali, è stata una caduta di stile ed una inopportunità. Se poi, dopo i “fattacci” di cronaca, la gente pensa male non ci possiamo far niente! Siamo abituati a vedere di peggio e comunque siamo abituati a commettere peccato nel pensare male…ma talvolta anche ad indovinarci!

4)      Un amministratore che non domanda il rendiconto dei denari pubblici versati per compiere un’opera pubblica non fa bene il proprio lavoro e credo ne sia anche responsabile.

5)      I denari affidati a Gamberale non erano di Conti ma di noi Toscani, di “poveri noi” che proprio in questi giorni vediamo aumentare l’addizionale regionale per finanziare la stessa Regione… che poi quei soldi li regala o li gestisce male! Se poi questi soldi l’amministrazione regionale li butta via… ci dobbiamo per forza inc…re! O no?

6)      E’ vero che la Regione non è una società per azioni, ma un’azione per responsabilità, o comunque un’azione per responsabilità civile e contabile  la si può promuovere? Perché non promuoverla contro l’assessore Conti? La Corte dei Conti vigila o non vigila su bilanci pubblici? Il bilancio della regione è stato truccato? Perché Conti anche  se e  forse, e voglio sperare e voglio crederci per come lo conosco, è penalmente non responsabile e quindi archiviato il “penale” chi ha avuto ha avuto!…ma contabilmente non si può far nulla, perlomeno per recuperare il malloppo e gli interessi?

Mentre tiro gli orecchi alla maggioranza politica regionale perché amministra i soldi pubblici in maniera allegra, ammonisco l’opposizione che, invece di occuparsi di far tornare i “rendicontamenti contabili”, promuovendo azioni di responsabilità personale contro gli amministratori, si bea degli scandali per accrescere la “contrattualità politica”…ma non chiede nessun risarcimento all’amministratore/assessore o anche allo stesso Governatore.

Mi viene da ridere: il PDL in Regione Toscana ha circa 30 collaboratori, la cognata di… l’amico di… la collaboratrice di.. insomma tutti amici di qualcuno ma a ben valutare di poca qualità tecnica e lautamente stipendiati dalla regione. Non ce n’è uno, fra questi consulenti del gruppo PDL, in grado di elaborare una procedura tecnica finalizzata al recupero dei denari pubblici e da mettere in bocca ai consiglieri!

Sic! Tutti a casa!

Ma non ce la faremo… tanto in Toscana come a Roma si autonominano onorevoli e consiglieri… senza “la preferenza nel voto”.

 

 

written by Marcello Sladojevich \\ tags: , , , ,


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